venerdì 26 ottobre 2012

Nuovi Arrivi...

 Lana.. tinta unita o lavorata.. 

 Articoli di abbigliamento..

Pantofole casa per donna e uomo.. Calzine portafortuna neonato..

sabato 22 settembre 2012

Cotone da ricamo DMC N. 25 per il Punto Pieno..


Il Punto pieno è un munto molto semplice, ma che richiede più tempo rispetti ad altri punti.. 
Era un tempo riservato dominio delle ricamatrici in bianco, che ne facevano grande uso per cifrare i capi del corredo tradizionale: lenzuola tessute a mano di lino, asciugamani in fiandra con la frangia.
Si trattava di cifre che costituivano di per sé elemento decorativo, arricchite come erano con foglioline, fiori, e volute di ogni dimensione.
Oggi, come il Punto Croce, torna di moda.. soprattutto a colori!
ll punto pieno non è altro che un punto piatto eseguito su un’imbottitura, costituita da filze..





..per eseguirlo bisogna prima contornare il disegno con dei punti corti, successivamente bisogna fare qualche punto sparso all’interno del disegno da riempire e, infine, si procede al riempimento vero e proprio, con dei punti molto vicini tra loro in modo tale da non lasciare spazi vuoti. Il riempimento può essere eseguito in diagonale, in orizzontale o anche in verticale.


Il filato utilizzato solitamente per la sua creazione è il cotone da ricamo n. 25:
un filato di cotone ritorto formato da quattro capi indivisibili, brillante, particolarmente resistente ai lavaggi e alla luce. Oltre che per il punto pieno, è indicato per sfilature e intaglio. 




Il punto pieno deve essere preferibilmente eseguito a telaio: solo così è possibile ottenere un effetto di completo rilievo, sua principale caratteristica, su un fondo perfettamente liscio. L'utilizzo del telaio ne facilita infatti la creazione.



E come per il punto croce, può essere utilizzato per abbellire non solo lenzuola e asciugamani, ma anche per decorare tovaglie, biancheria, abbellire tendine..... e molto altro!

Il Punto Croce...

La sua storia si perde nella notte dei tempi.  I frammenti più antichi risalgono all'850 d.C. e vengono dall'Asia centrale (dove ancora il punto croce è diffusissimo soprattutto per decorare i costumi tradizionali). 
E' certo però che tra il X e il XIII secolo le castellane, nelle loro interminabili attese, copiavano a punto croce i motivi dei tappeti che i loro uomini, fra una crociata e l'altra, riportavano dall'Oriente. 
Nel 1500 cominciano a circolane i primi schemi stampati.
Nel 1700 i disegni si ingentiliscono e si complicano, non più stilizzati ma realistici, e nella seconda metà del secolo appaiono i primi "paesaggi". 
Siamo arrivati così all' 800, "l'età d'oro" del punto croce che diviene la passione del secolo, materia d'insegnamento nelle scuole e passatempo delle donne di ogni età e di ogni classe perché fa "bon ton".
Ma la fine del secolo segna la fine del punto croce. Improvvisamente non più di moda, sparisce dai corredi e dai salotti per restare solo, ancora per qualche anno, nelle scuole.
Ma oggi è di nuovo colpo di fulmine e amore a prima vista! Rieccolo, il Punto Croce, rientrato alla grande nella nostra cultura e di nuovo testimone, come nei secoli scorsi, di abitudini, tradizioni, stati d'animo, evoluzioni…
(Tratto da L'enciclopedia del Punto Croce di Susanna)




La sua esecuzione necessita di un tessuto a tessitura regolare, quale la Tela Aida, di aghi dalla punta arrotondata per allargare i punti di ingresso del tessuto e conferire maggiore regolarità al lavoro, fili colorati lavorati in modo da formare una serie di X giustapposte in due tornate, una "di andata" in cui si creano tutte le barre inclinate nella stessa direzione, e una "di ritorno" in cui si creano le barre inclinate in senso inverno formando quindi le X.


Tela Aida e aghi..

Il filato comunemente usato per il Punto Croce è il cotone Moulinè, che si presenta come un filo a sei capi divisibili, di cui generalmente si usa un solo capo o due, andando poi aumentando in ragione del rilievo da dare al ricamo.

Molte riviste specializzate si occupano esclusivamente della pubblicazione di schemi per Punto Croce, ma sono anche molti i siti internet che pubblicano gratuitamente questi schemi. E per chi vuole creare qualcosa di unico o realizzare disegni originali, esistono appostiti software che permettono di creare schemi anche in automatico partendo da un immagine.

Queste sono solo alcune delle creazioni che potrete realizzare, trovando tutto ciò di cui avrete bisogno da noi:


Personalizzare bavaglini per il nuovo arrivato! 

Decorare fiocchi per nascite..

Realizzare decorazioni su cuscini..

..realizzare bordure per  tovaglie e asciugamani, segna posti..

..creare decorazioni natalizie..

.. decorare appositi sacchettini per confetti o porta lavanda!

E molto altro ancora...

venerdì 21 settembre 2012

Il Chiacchierino... e la sua navetta!



Il Chiacchierino è un tipo di merletto o pizzo vittoriano costruito con una serie di anelli, nodi e catene. Il nome in inglese è "Tatting" e indica il parlare fitto fitto sotto voce.. è da questo che probabilmente proviene il nome di "chiacchierino" comunemente usato da noi. 



Anticamente le navette utilizzate per crearlo erano molto grosse e nei neccessaires da lavoro delle dame non mancavano. La Regina Maria Teresa d’Austria ne ebbe 5 come regalo di nozze!! Anche Madama Pompadour ci si dilettava molto e possedeva diverse spolette..


Lo strumento principale è una piccola navetta, lunga 4/6 cm e a forma di mandorla, con le punte alle estremità  che si toccano in modo che il filo caricato al centro rimanga fermo, non si srotoli, ma possa uscire se tirato. 





Possono essere utilizzate tutte le qualità di filo desiderate, a patto che sia molto ritorto e non irregolare o ruvido da impedire lo scorrimento.


Da non dimenticare: più il filo è sottile, più bello e pregiato sarà il Vostro pizzo! 



Inoltre tale arte può avere le applicazioni più svariate... e con un pò di fantasia si possono creare tantissimi ornamenti! 


Lo potete trovare nel nostro negozio! 









giovedì 6 settembre 2012

Vi racconto una storia...

C'era una volta una magliaia che negli anni '60 andava sempre a prendere nastri, bottoni, e tutto ciò che le occorreva per confezionare le sue maglie, in una piccola merceria in via Pacini.. Un giorno l' anziana signora che gestiva la merceria le disse "Io sono stanca e sono anziana, vorrei vendere questa attività.. perché non la prende lei?". La magliaia, che era mia mamma, una volta a casa lo disse a mio padre, il quale entusiasta la convinse a fare questo gran passo.
Con tanto entusiasmo ma anche tanta paura, per la responsabilità che ciò comportava, mia mamma iniziò questa avventura.
Era il 1963.
Per me, che da piccola giocavo sempre con i bottoni e le cose di mia mamma, immaginandomi una volta cliente e una volta commerciante, è stato facile e naturale continuare questa attività.
Infatti con tanta passione il negozio è cresciuto con me, aumentando i propri articoli, sia di merceria che di abbigliamento, intimo e corsetteria, per uomo donna e bambino...